giovedì 2 ottobre 2014

È finito il caffè


O meglio, sono partito proprio senza e quella è stata la prima cosa che bisognava rimediare, almeno per dare un senso al fornello elettrico che mi sono portato da casa e alla caffettiera rossa che sono riuscito ad avviare a tempo record prima di partire. Ma andiamo con ordine.

Dopo aver preso un italo stranamente puntuale (ed estremamente economico: in più di due anni di su e giù con bologna mai sono riuscito a pagare un biglietto solo 20€) mi sono recato direttamente alla foresteria nella quale almeno per ottobre sarò ospite.

Il posto a prima vista è carinissimo.

 (la mia stanza)
(la vista dalla mia stanza)

(poi domani posto qualche foto migliore sia della stanza che del resto,  ho capito stasera come fare fotocomposizioni su più assi, invece che solo panoramiche, e col sole è proprio carina).

Ho svuotato la valigia, fatto il letto, sistemato il computer (ok, lo ammetto, questa cosa l'ho fatta prima di sistemare il letto), controllato la connessione ad internet (anche questa) e fatto l'autoscatto che avete visto ieri su fb. Dopodiché, senza pensarci due volte, sono uscito deciso di farmi la serata di apertura del roBOt festival presso il palazzo di re Enzo al centro di Bologna.

(i puff del salone del podestà sui quali ci poteva sbracare)

(il soffitto del salone del podestà)

(videoproiezioni nel chiostro del palazzo di re Enzo)


(il live set ambient industrial di Roly Porter)


Il posto era bello e suggestivo, proprio come immaginavo dagli innumerevoli racconti che ho avuto, e la qualità degli spettacoli e dell'organizzazione era altissima, considerando anche il basso prezzo di entrata di 7€. Fico.
Finito là ho optato per una birretta al patrello lungo la via di casa e sono svenuto sul mio nuovo letto, dopo una doccia (e solo Dio sa quanto mi mancava farmi la doccia di notte) con ampio e profondo piacere. Ho sentito a malapena il rumore della mia coinquilina (che ancora non ho incontrato) che è tornata dopo di me (dannata gioventù. ma sabato mi rifaccio).

Il sonno dicevamo era un così ampio e profondo (soprattutto) piacere che oggi mi sono alzato, saltandolo, dopo pranzo e ho deciso di dedicare la giornata all'acquisto di beni di prima necessità (come, per l'appunto, il famoso caffè che ho trovato pure in offerta, oh yeah) e altri giri, come l'andare a parlare col mio futuro capo (e pare che inizierò pure prima del dovuto, con mia somma gioia) e prendere il biglietto del roBOt di sabato (che è inutile dirvi che sarà una serata spaziale). 




Il resto del tempo l'ho passato al telefono e a perdermi per il quartiere dove vivo con le buste della spesa.



E a scoprire che abbiamo anche un vecchio gattaccio che vive con noi.



In generale come prima giornata ci si può stare.



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